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Nel fondo del mare

Storia di Arturo Principe e del suo incontro con una sirena

Scritto e narrato Angelo Campolo

Musiche dal vivo Claudio Zaccone
Segreteria organizzativa Mariaclara Spartà
Segreteria di produzione Maria Grazia Coco
Produzione DAF Project

 Un racconto che attraversa i miti per parlare ai ragazzi di oggi 

Nel fondo del mare – Storia di Arturo Principe e del suo incontro con una sirena è uno spettacolo di teatro di narrazione con musica dal vivo, pensato per ragazze e ragazzi dagli 11 anni in su, per le scuole, le comunità educative e i contesti culturali che lavorano sull’ascolto, la relazione e la crescita.


Attraverso una fiaba contemporanea ambientata nello Stretto di Messina, lo spettacolo segue il viaggio di Arturo, un adolescente che sogna di essere visto e riconosciuto, e il suo incontro con una sirena e con le voci sommerse del mare. Un racconto che intreccia mito e presente, reale e fantastico, per parlare di bullismo, fragilità emotive, solitudine, bisogno di appartenenza e difficoltà nel trovare le parole per chiedere aiuto.


Il mare diventa metafora potente del nostro tempo: luogo di bellezza e di ferite, spazio che accoglie e trattiene, archivio di storie dimenticate e di vite invisibili. Nel fondo del mare emergono voci che chiedono ascolto, rompendo il silenzio e l’indifferenza che spesso circondano il disagio giovanile.


La narrazione è accompagnata da musiche originali eseguite dal vivo, che dialogano con la parola e amplificano l’esperienza emotiva dello spettatore, creando un tempo sospeso, condiviso, capace di parlare a pubblici di età diverse.
 

Nel fondo del mare è pensato come un’esperienza che va oltre la visione dello spettacolo. Per questo può essere affiancato da un incontro laboratoriale successivo, rivolto alle ragazze e ai ragazzi che hanno assistito alla rappresentazione. Il laboratorio diventa uno spazio protetto di rielaborazione, confronto e partecipazione attiva, in cui i temi emersi vengono attraversati attraverso il corpo, la parola, la scrittura e il dialogo. Un tempo per nominare ciò che spesso resta non detto, per riconoscersi nelle storie degli altri, per scoprire che la fragilità condivisa può trasformarsi in forza.


Nel fondo del mare è anche un gesto di memoria: un pensiero rivolto a Paolo Mendico e a tutte le storie che il silenzio ha contribuito a spegnere, affinché possano tornare a galla e trovare ascolto. 

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